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La Pedagogia Clinica in aiuto a Francesco, in difficoltà negli apprendimenti e nelle relazioni

La Dott.ssa Monica Maressi racconta le principali fasi del percorso pedagogico clinico affrontato con Francesco nel suo studio: l’incontro iniziale, i metodi adottati e la felice risoluzione.

 

Francesco: il primo incontro

 

Il mio intervento Pedagogico Clinico® con Francesco, bambino di sette anni, adottato in un paese dell’Est Europa a circa undici mesi di vita, ha richiesto un impegno importante nel creare una relazione che gli permettesse di fidarsi e affidarsi per permettermi di aiutarlo.
Nel primo incontro con Francesco e i genitori, sosta in braccio alla madre con il dito pollice in bocca sovrastandola fisicamente, negli incontri successivi, fatica a entrare in studio e non vuole parlare o interagire con me né con l’ambiente. E’ a conoscenza della sua storia adottiva e delle sue origini, ma ancora non sa che una parte della sua “famiglia di pancia” è viva e rintracciabile.

 

 

 

Un quadro complesso

 

I genitori sono stati invitati delle insegnanti a rivolgersi a un professionista per difficoltà comportamentali e scolastiche pensano alla presenza di Disturbi nell’apprendimento e dell’attenzione, chiedono più volte di far eseguire una valutazione neuropsichiatrica. Un’amica di famiglia però ha dato ai genitori il mio contatto e decidono di contattarmi, anche per la delicata storia che accompagna la vita della loro famiglia. Le insegnanti  descrivono Francesco irrequieto, disinteressato alle proposte scolastiche e restio a rispettare le regole, con i compagni è selettivo, a volte aggressivo verbalmente e fisicamente.  Inoltre sono descritte difficoltà a carico della produzione scritta sia nell’ortografia sia nella costruzione logica del testo, oltre che nella calligrafia definita indecifrabile. I genitori sono preoccupati in particolare per enuresi notturna secondaria e difficoltà nell’addormentamento per le quali si sono già avvalsi di esami e approfondimenti condotti dal pediatra di famiglia.

 

 

 

L’intervento pedagogico clinico: un percorso di conoscenza accanto alla persona

 

Dopo un’attenta e meticolosa conoscenza e rilevazione delle Possibilità Abilità e Disponibilità del bambino, condiviso il percorso e gli obiettivi con la famiglia, abbiamo volto le nostre energie a favorire un’apertura relazionale grazie ad esperienze tratte dai metodi Edumovement®  e Musicopedagogia® per favorire un riequilibrio del dinamismo respiratorio, del tono di azione, della relazione con l’ambiente e con l’altro. Per molti incontri Francesco ha lavorato a distanza per poi gradualmente avvicinarsi e sperimentare il contatto mediato da oggetti. Abbiamo cantato le sue canzoni preferite per rincorrere ritmi e organizzare movimenti in sequenza per poi passare a costruire frasi che nel tempo si sono trasformate in testi rap da ballare e cantare insieme. Gli incontri, succeduti con regolare cadenza bisettimanale, hanno aiutato il bambino a riconoscere il piacere di incontrarci e sostare insieme tanto da permettermi di facilitare la distensione e l’esperienza di un tutto corporeo attraverso il metodo Touch Ball® , esperienza corredata dalla lettura di una delle Psicofiabe® per ritrovare nelle metafore delle fiabe una volontà e una determinazione a superare le difficoltà vissute proprio come i loro personaggi. Nel susseguirsi dell’intervento, abbiamo sperimentato tecniche tratte dal metodo BonGeste® per favorire l’organizzazione armonica del gesto e approdare a figurazioni segniche definite e armoniche, per giungere a esperienze dell’Aplomb e del Punto Egoico tratte dal metodo Prismograph® volte a favorire l’acquisizione di un corpo che sosta e si controlla nell’organizzare un gesto grafico coordinato e controllato.  Quest’ultime acquisizioni per Francesco sono state possibili grazie alla sua raggiunta disponibilità al contatto, disponibilità che hanno aperto la via al metodo corporeo Trust System® per favorire nel bambino la presa di coscienza del sé corporeo, e regolare il tono muscolare nel dialogo tonico con me ormai giunto a una graduale e sincera sintonia. Molte le esperienze del lasciar traccia in forma libera tratte dal metodo InterArt® per sostanziare un maggior controllo emotivo affettivo nello sperimentare la creatività e dare forme e spazi alle emozioni di Francesco. Nel frattempo l’enuresi notturna si è risolta, passato circa un anno dal nostro primo incontro ho introdotto ogni incontro alla fine del metodo corporeo la strutturazione di rinforzi ergici dell’Io grazie alla costruzione di frasi stimolo nate da Francesco per dichiarare a se stesso e al mondo la propria esistenza e valore in un’immagine positiva di sé grazie alle esperienze tratte dal metodo della CyberClinica® . Momenti dichiarativi di se stesso in ottica globale che gli hanno permesso di raccogliere tutti i frutti del percorso e dichiararsi al mondo con l’autostima necessaria a organizzare un pensiero e renderlo leggibile al mondo attraverso una scrittura fluida e leggibile con contenuti propri e coerenti.

Francesco e la sua famiglia hanno proferito energie importanti in un percorso che si è protratto per più di tre anni, ma che ha visto i suoi frutti nei sorrisi e nelle aperture del bambino al mondo.

 

Monica Maressi 
Pedagogista Clinico®
Docente Scuola Internazionale di Pedagogia Clinica

 

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