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Giovanni e i DSA: affrontare i disturbi specifici di apprendimento con uno sguardo pedagogico clinico si può!

Quali metodi ha a disposizione il Pedagogista Clinico® pe sostenere persone con i Disturbi Specifici dell’Apprendimento-DSA? L’articolo, a firma della Dott.ssa Francesca Cartellà, è apparso sulla Rivista Pedagogia Clinica-Pedagogista Clinico® n°43 e racconta una felice esperienza in studio.

 

 

Quando Giovanni è arrivato presso il mio studio aveva 11 anni, frequentava la prima media inferiore e su segnalazione dei docenti fu inviato presso il Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile di Reggio Calabria, per difficoltà negli apprendimenti scolastici, soprattutto nella scrittura che definirono “incomprensibile”.
Da qui ha avuto inizio un cammino difficile per Giovanni e per la sua famiglia, in particolare per la madre che aveva sin dalla scuola primaria attenzionato alla maestra le difficoltà del figlio, ma senza ricevere ascolto.
Nel mese di febbraio 2014 il Dipartimento di NPI di Reggio Calabria, dopo somministrazione di test a Giovanni, stilava la seguente diagnosi: “Disturbo specifico degli apprendimenti curricolari (F81) – con maggiore compromissione nella produzione scritta: disgrafia e disortografia”.
Seguiva a tale diagnosi indicazione di trattamento pedagogico e/o logopedico, con l’utilizzo a scuola di misure compensative e dispensative come previste dalla Legge 170.
Dopo i primi incontri rivolti all’Analisi Storico personale e ad un’osservazione libera al fine di attenzionare ulteriormente le situazioni di disagio e in particolare le Abilità, Disponibilità e Potenzialità di Giovanni, ho dedicato alcuni incontri all’Analisi delle abilità apprenditive (marzo 2014) , da cui si evinceva:

  • Nella codifica scrittoria omissioni, inversioni e disordini grafo-segnici della rappresentazione dei simboli alfabetici.
  • Errori sistematici nel rispetto delle regole ortografiche, buona la comprensione del testo.
  • Scarsa fluidità nella decodifica scrittoria.
  • Povertà di vocabolario.
  • Discreti gli apprendimenti logico-matematici.
  • Scarsa abilità ad articolare ed elaborare pensieri e idee.

 

Ai Test (Attenzione e faticabilità, Mnesi immediata®) aveva dimostrato difficoltà attentive e faticabilità, oltre a confermare una scarsa abilità nell’organizzazione spaziale. Difficoltà nella capacità mnestica.
Un’indagine scopica per l’organizzazione grafo-percettiva aveva permesso di rilevare  un’esecuzione lenta, tratto grafico debole, disordini organizzativo-spaziali.
Dall’analisi dei graphonage e dell’espressività cromatica si evidenziava immaturità, insicurezza emotiva, il bisogno di dover essere sostenuto, si risentiva di qualsiasi restrizione o limitazione impostagli. Si sentiva oppresso dalle difficoltà, aveva bisogno di considerazione. Ricco di immaginazione e dedito alle fantasie o ai sogni ad occhi aperti.
Tra gli aspetti positivi da rilevare:

  • la spinta motivazionale che lo portava a comunicare la “voglia di imparare a scrivere”, come lo stesso Giovanni diceva.
  • curioso, caparbio, manifestava interesse per ciò che era nuovo.
  • buona disponibilità a percepire e rispondere alle richieste proposte.

 

Tenuto conto delle potenzialità e delle abilità espresse, con il consenso dei genitori, è stato avviato un percorso pedagogico clinico per aiutare Giovanni a superare le difficoltà di apprendimento, i disagi emotivo-affettivi e relazionali e favorire una crescita armoniosa.
Il recupero delle difficoltà grafo-segniche e codificatorio-scrittorie  ha trovato supporti nelle tecniche dei metodi Educromo®, BonGeste® e Prismograph®. Le abilità organizzativo-ritmo-respiratorio-cinetiche sono state potenziate con l’ausilio delle tecniche desunte dal metodo Edumovement®.
Inoltre per ampliare in Giovanni uno stato di fiducia, una immagine positiva di sé, una nuova forza ergica idonea a far rintracciare entusiasmi e volontà nel raggiungimento di obiettivi, ho proposto esperienze desunte dal metodo CyberClinica®.
Importante durante il percorso sono state le esperienze dialogico-corporee del TouchBall® e del BodyWork® finalizzati all’abbattimento degli stati tensionali, alla riconquista della conoscenza corporea e una maggior disponibilità alla relazione.
Nell’arco di un anno dall’inizio del percorso ci sono stati importanti cambiamenti nella crescita, in cui si era evidenziata una sicurezza ed un’autonomia che prima non era presente, permettendo a Giovanni di raggiungere obiettivi educativi apprezzabili, giungendo ad un miglioramento anche degli aspetti motivazionali inerenti l’impegno scolastico.
Sviluppo delle abilità e disponibilità ad apprendere, conquista di un equilibrio psico-emozionale e miglioramento delle condizioni di intesa nei rapporti con gli altri sono stati gli ingredienti che hanno dato vita ad una crescita educativa.

 

 

Pur essendo stato predisposto un PDP negli anni di scuola media, in cui erano inserite le misure dispensative e compensative indicate dalle Legge 170 per i Disturbi specifici di apprendimento, Giovanni  ha continuato a lavorare sulle abilità grafo-segniche, a lasciar traccia di sé sul foglio, raggiungendo alla fine della terza media buone capacità di scrittura e migliorando anche l’ortografia, con positive evoluzioni sulla sfera affettivo-relazionale.
Ha superato gli esami di licenza media con risultati buoni e con un impegno notevole.
Nel mese di maggio 2016 è stato nuovamente sottoposto a visita N.P.I. a Reggio Calabria, e dopo somministrazione test per i DSA, anche gli specialisti del servizio di N.P.I. hanno rilevato un netto miglioramento nelle abilità di scrittura.
Attualmente Giovanni frequenta l’Istituto Tecnico per Geometri, è entusiasta per la nuova scuola, l’indirizzo di studi lo affascina molto, il suo impegno è costante e ha “amici con cui condividere le sue passioni, prima fra tutte gli animali”.
Tra gli “ingredienti educativi funzionali” è stato indispensabile per la crescita di Giovanni aver messo in rete tutte le componenti educative (genitori, insegnanti …) che hanno attuato interazioni caratterizzate da sostegno e valorizzazione, rispettando i suoi tempi e supportandolo con l’utilizzo di strategie didattiche ed educative idonee a fargli acquisire una buona autonomia scolastica, favorendo lo sviluppo delle abilità e disponibilità ad apprendere, la conquista di un equilibrio psico-emozionale e le condizioni di intesa nei rapporti con gli altri.
Conoscere la complessità per non “medicalizzare” nell’ottica di un progetto educativo che, nella sua globalità, tenga conto di tutti gli ambiti di sviluppo, di competenze e di potenzialità. I processi implicati nell’attività di lettura e scrittura coinvolgono molte aree e competenze ed è su queste che agiamo in ambito pedagogico clinico.

 

Francesca Cartellà
Pedagogista Clinico®, Educatore professionale, Psicomotricista Funzionale

 

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