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Il metodo Papy avanzato per la Discalculia: i principali aspetti

Il Prof. Dott. Guido Pesci presenta aspetti ed eccezionalità di un metodo rivisto, ottimizzato e avanzato a sostegno di soggetti con Discalculia

 

 

Il Metodo Papy: l’ eccezionalità di un approccio operativo

 

Il metodo Papy si propone di fronteggiare la discalculia coadiuvato da un Minicomputer che si compone di una serie di quattro piastre magnetiche quadrate appese una accanto all’altra sulla parete, e un set di pedine. Al soggetto con disturbi nel calcolo si chiede di distribuire sulle piastre le pedine magnetiche che, a seconda dello spazio su cui si posano e il disuguale colore, assumono valori numerici diversi, fino a consolidare le abilità con esperienze condotte in assenza dell’ausiliario cromatico.
Il Minicomputer  Papy motiva l’utilizzo dei numeri interi e decimali, l’utilizzo del sistema binario e decimale, del sistema posizionale di numerazione, e fornisce un aiuto concreto al calcolo e allo sviluppo delle capacità di calcolo mentale. Il metodo si presenta eccezionalissimo rispetto a tanti altri metodi nati per far fronte alla discalculia, indirizzato pur sempre ad un disturbo “specifico” del calcolo e non le complesse cause che lo generano.
Per evitare di esporre l’allievo al pericolo di vivere l’aritmetica come un modulo solo e soltanto numerico e meccanico si è imposta la necessità di integrare il metodo Papy fino a renderlo “avanzato”.

 

 

Il Metodo Papy “avanzato”: la matematica attraverso spazio, tempo, corpo, movimento

 

Il metodo Papy “avanzato” tiene conto che la dimensione aritmetica o numerica fa parte della scienza matematica e l’apprendimento matematico comprende oltre al calcolo, la dimensione logica e la dimensione spazio temporale o geometria, in stretto rapporto gli uni con gli altri.
La scienza matematica è una e l’apprendimento del calcolo deve rivolgersi nel rispetto di una globalità di esperienze, tutte strettamente connesse e responsabili del successo o dell’insuccesso.
Con questo criterio, sostenuto dalla sperimentazione, il Minicomputer Papy viene utilizzato integrando gli esercizi “specifici” per il calcolo, con tante altre esperienze che sono espressione della matematica. Rivolti in attenzione all’apprendimento matematico, ad esempio, il quadrato della piastra magnetica, un quadrilatero regolare, un poligono con quattro lati a due a due paralleli e quattro angoli e di uno spazio che la rappresenta, non potevamo sottrarlo all’esperienza. Con ciò, ancor prima di porre le pedine sui quadrati delle piastre magnetiche al soggetto viene chiesto di rintracciare, conoscere e rappresentare il “quadrato”, non più appellato per obbligata definizione, ma conosciuto perché definito da movimenti coordinati o dissociati delle braccia prima in campo vuoto poi lasciando le tracce su parete, altrettanto viene proposto per l’organizzazione e strutturazione spaziale alla ricerca dell’ordinata e dell’ascissa, ossia le linee orizzontali e verticali, che dividono lo spazio per comporre i quattro quadrati all’interno della piastra.
Il Minicomputer Papy utilizzato con il sistema “avanzato” offre perciò occasioni per consolidare nozioni sull’occupazione dello spazio, fare esperienze sulle scansioni nel tempo, sull’ordine matematico della successione, sul  rapporto intercorrente tra movimento, ritmo e spazio-tempo, sulla definizione di applicazione (o funzione) fra insiemi, divenendo così esso stesso un grande ausiliario della matematica. Con il metodo “avanzato”, le esperienze si moltiplicano poiché vengono  sviluppate anche su quadranti diversamente dislocati in cui si posizionano non più le pedine ma gli allievi che divengono per l’occasione essi stessi pedine, e che ad  ogni loro posizionamento nello spazio concorrono a far vivere traiettorie, orientamenti e dislocazioni spaziali, nonché unità ritmiche che formano scansioni e la loro quantità il numero, in un clima che rende stimolante l’apprendimento. Oltre a ciò il metodo è anche arricchito da stimoli in dinamica corporea, con gradazioni ritmiche di diversa intensità e frequenza, abilità organizzativo-cinetiche, armonia e plasticità nell’abitare lo spazio.
Sono esperienze che destano multipli interessi, dalla consapevolezza di un elemento e le sue particolari proprietà, a quella più generale delle classi che questi elementi raggruppati possono formare e le relazioni che le componenti degli insiemi possono stabilire tra loro, un percorso che va dagli oggetti (elementi e insiemi) alle loro relazioni, dai rapporti topologici, geometrici e logici, ai numeri.
Il metodo “avanzato” tiene oltre modo ben presente che la scienza matematica è strettamente collegata al movimento e al corpo; è topologia, logica, spazio e tempo, quel “corpo matematico” capace di associare l’azione alla rappresentazione, di formulare, di confrontare, d’interpretare, d’immaginare; ordine e struttura come conseguenza del gesto e dell’azione. Esiti dovuti al gesto che raduna, che separa, che allinea, che sceglie, che classifica e organizza gli oggetti mobili, o che si organizza in rapporto agli oggetti immobili in una dialettica costante tra la creazione di strutture a partire dal corpo e dalla sua integrazione, create e sostenute dal dominio della propria topologia animata da consapevolezza, confluite e formalizzate nell’unità matematica.

 

 

Un metodo a garanzia di successo

 

Il metodo “avanzato” non si limita a proporre esercizi senza fare approfondimenti sui freni e gli ostacoli che rendono un soggetto inadeguato ad apprendere il calcolo, ma chiede di porre in evidenza  tutto ciò che lo impedisce.
La difficoltà può essere dovuta ad inadeguatezza sensorio-verbale, a problematicità di ordine elocutorio e mnestico-verbale, a disordini nella coordinazione dei movimenti bilaterali, alle perturbazioni dello schema corporeo, a sincinesie, difficoltà e impacci nella manipolazione di oggetti, inadeguatezze nell’apprezzamento di distanze, nell’acquisizione delle nozioni di conservazione delle qualità e quantità. Altri aspetti frenanti e ostacolanti è possibile incontrarli nella presenza di difficoltà gnosiche, che possono impedire di leggere i numeri a più cifre, scambiare cifre che hanno un aspetto simile: 3 per 8, 6 per 9, attuare una trasposizione: 12 per 21, determinare una incapacità nella lettura di simboli numerici e opera­zionali, provocare incapacità a memorizzare le serie: successione dei numeri e tabelline. Altre difficoltà possono incidere nell’analizzare la logica di una situazione e, soprattutto, ad ordinare i fatti nel tempo e a situarli nella durata, ed ancora, difficoltà a vivere abilmente con il proprio corpo la parte ritmica, con conseguenti problematicità nella estimazione della durata e degli intervalli, a tradurre ogni organizzazione in regole aritmetiche e logico-matematiche, prodotti da tensioni, insicurezze e inibizioni, disagi nella relazione affettiva e sociale. Possono essere evidenti anche delle difficoltà ideognosiche che incidono nella  comprensione delle idee, sulle relazioni matematiche e nel fare calcoli mentali, fino a rendere impacciati nell’analizzare e interpretare la realtà, nel valutare con precisione le prospettive e nel fare una analisi congruente.
Il metodo “avanzato” tiene conto di tutto questo e  indica la via da seguire per favorire, a suffragio della persona, le abilità, il soddisfacimento dei bisogni e la motivazione. Un metodo che è garanzia di successo.

 

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