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Palloncini di rabbia: un gioco per gestire la rabbia

Come insegnare ai bimbi a gestire la rabbia attraverso il gioco? Quando intervenire e, soprattutto, come? “Palloncini di rabbia” è una strategia creativa di intervento basata su una modalità ludica, molto, molto efficace.

 

La rabbia

 

La rabbia è una emozione importantissima, presente in ognuno di noi. Ogni frustrazione innesca una reazione di rabbia. La quantità di rabbia percepita, il significato che le viene attribuito e che viene dato alla situazione frustrante e il modo con cui la rabbia stessa viene gestita possono fare la differenza fra una reazione che “ci sta” e una reazione francamente “esagerata” (almeno agli occhi degli altri). 
Quando un bambino prova una rabbia molto potente o esplosiva, quando ogni piccola frustrazione scatena l’ira, o quando invece la rabbia non viene mai manifestata, pur essendo certamente la modalità migliore che quel bambino ha trovato per stare con quella emozione e con il mondo che lo circonda, è bene intervenire per aiutarlo a riconoscere e modulare meglio le proprie emozioni.

 

 

Il gioco e la tecnica “Palloncini di rabbia”

 

Il gioco è l’attività principale per un bambino. tutto ciò che fa, in un modo o in un altro, può essere ricondotta al gioco. Se da un lato giocare serve a divertirsi, dall’altro è utile per sperimentare, mettere e mettersi alla prova. Il gioco permette di esprimere significati non consapevoli, modellare comportamenti, accresce l’autostima, favorisce l’espressione di sé ecc. Non è un caso quindi che qualsiasi intervento educativo o psicologico-psicoterapeutico con i bambini si realizza attraverso il gioco.
“Palloncini di rabbia” è una efficace tecnica basata sul gioco proposta da Tammy Horn et al. (1997), capace di dare ai bambini un’immagine visiva della rabbia e l’impatto che questa può avere. Palloncini di rabbia permette ai bambini di vedere come può crescere la rabbia dentro di loro e come la rabbia possa esplodere oppure, se non viene rilasciata lentamente e in modo controllato, fluire via e trasformarsi.

 

 

Come funziona la tecnica “Palloncini di rabbia”

 

Innanzi tutto occorrono dei palloncini. Poi la tecnica si snoda in 4 passaggi:

  1. Il bambino gonfia  un palloncino e il professionista gli propone la similitudine che il palloncino rappresenta il corpo e che l’aria all’interno del palloncino rappresenta la rabbia. Seguono alcune riflessioni del tipo: “L’aria può entrare o uscire dal palloncino?”; “Cosa succederebbe se questa rabbia (aria) fosse bloccata dentro di te?”; “Ci sarebbe spazio per pensare chiaramente?” 
  2. Il bambino deve calpestare il palloncino per farlo esplodere 
  3. Il professionista  spiega che se il palloncino fosse stata una persona, l’esplosione equivarrebbe ad un atto aggressivo o violento. Si chiede successivamente se questa  modalità sembra un adatta e sicura per liberare la rabbia.
  4. Il bambino gonfia  un altro palloncino senza legarlo, ma tenendo stretta con le dita la parte dell’apertura. A questo punto si chiede al bambino di rilasciare lentamente un po’ d’aria e poi stringere di nuovo.  Si può chiedere così al bambino: “Il pallone è più piccolo?”, “il pallone esplode?”, “Il pallone e la gente intorno il pallone rimane al sicuro quando viene rilasciata la rabbia?”, “Ti sembra un modo più sicuro per liberare la rabbia?” ecc. Alla fine dell’attività, il professionista ribadisce la similitudine, cioè che il palloncino rappresentava la rabbia. 

Al termine di questi quattro passaggi segue una discussione sui modi per gestire la rabbia appropriatamente, facendola uscire lentamente e in modo sicuro.

 

 

Conclusioni

 

“Palloncini di rabbia” è una modalità ludica, utilizzabile sia con un singolo che con un gruppo, molto utile con i bambini aggressivi, con quelli che fanno fatica a modulare le proprie emozioni, ma anche per quelli che viceversa tendono a trattenere la rabbia senza esprimerla. 
La tecniche descritta è solo un delle strategie creative di intervento basato del gioco. Maggiore è il numero di giochi e di tecniche che i professionisti hanno nella loro cassetta degli attrezzi e maggiore è la probabilità che selezionino lo strumento giusto per aiutare i bambini che hanno di fronte. 

 

 

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