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DSA: il trattamento sublessicale nel modello multimodale

Cosa è e come si struttura il trattamento sublessicale nel modello multimodale in presenza di difficoltà di lettura? Come renderlo maggiormente dinamico e relazionale? Un articolo scientifico a cura del Dott. Simone Pesci, docente della 7° edizione del MASTER DSA: diagnosi e riabilitazione psicologica.

 

 

Il trattamento sublessicale

 

Il trattamento sublessicale è una specifica modalità di intervento sviluppato da Cazzaniga e coll. Che cerca di raggiungere un miglioramento medio nella velocità e nella precisione di lettura. Il trattamento sublessicale si basa sull’automatizzazione del riconoscimento sublessicale cioè sul fatto che la persona possa memorizzare, e quindi riconoscere velocemente quando le incontra, parti sempre più ampie della parola scritta. L’obiettivo del trattamento sublessicale è quindi quello di facilitare i processi cognitivi implicati nella lettura (rilevazione di parti sublessicali importanti dalla sillaba alla parola intera) attraverso una ripetizione prolungata, tesa a favorire la loro associazione alle corrispondenze fonologiche, al fine di rendere più rapido e corretto (cioè automatizzato) il processo di lettura.
Da un punto di vista pratico si tratta di chiedere alla persona, seduta di fronte a schede precompilate, di leggere velocemente gruppi di sillabe. Da ciò è facilmente intuibile come questo tipo di intervento si configuri come esercizio pressoché ripetitivo che coinvolge prioritariamente soltanto la sfera cognitiva-intellettiva della persona.

 

 

Il modello multimodale

 

Il modello multimodale propone un modo specifico di intendere la diagnosi e i parametri di efficacia dell’intervento. In particolare si pone come obiettivo il cambiamento sia a livello settoriale che a livello globale.

I parametri per definire l’efficacia dell’intervento di aiuto, secondo il modello multimodale sono:

  • La valutazione quantitativa del miglioramento della rapidità e della correttezza della performance in lettura, scrittura e/o calcolo
  • L’analisi qualitativa del miglioramento delle abilità specifiche
  • L’analisi qualitativa delle abilità globali raggiunte dalla persona
  • La valutazione soggettiva del cambiamento percepito dall’individuo e dai suoi familiari

Il modello multimodale cerca di sintetizzare gli approcci settoriali orientati al deficit e quelli globali che cercano di promuovere lo sviluppo complessivo della persona. Non si tratta di un protocollo precostituito né di un modello manualizzato, si tratta piuttosto di un intervento basato su una epistemologia centrata sulla persona.
Da un punto di vista operativo l’intervento psicologico di tipo multimodale combina strumenti, materiali e programmi per il potenziamento in training individuali (tra cui anche il Trattamento Sublessicale) con metodologie dinamiche e attive tratte dall’integrazione di una pluralità dei metodi.

 

 

Il trattamento sublessicale nel modello multimodale

 

Il modello multimodale non può accogliere con favore la staticità del trattamento sublessicale. Tuttavia ne riconosce valido il meccanismo di funzionamento. Come fare allora? È necessario rendere il trattamento sublessicale maggiormente dinamico e relazionale. La lettura delle sillabe viene fatta in movimento, assumendo posture diverse, in situazioni di precario equilibrio ecc. E ancora si associano il movimento, il ritmo, le variazione tonematiche alla lettura/memorizzazione delle sillabe e delle parole. La persona non sarà in posizione statica e seduta, ma contemporaneamente al compito cognitivo si muoverà nello spazio attivandosi da un punto di vista psicomotorio e relazionale, attingendo ad un repertorio di azioni che coinvolgeranno il corpo e il sistema vestibolare.

 

 

Conclusioni

 

Il trattamento sublessicale, così come nasce, è efficace da un punto di vista settoriale. Renderlo dinamico e relazionale permette di ottenere miglioramento che da un punto di vista qualitativo rispetto alle abilità specifiche e globale rispetto alle capacità psicomotorie e socio-relazionali. Non solo, vi assicuro che è anche molto più divertente, sia per la persona con difficoltà negli apprendimenti sia per il professionista.

 

Simone Pesci
Psicologo
Psicoterapeuta
Docente del Master DSA: diagnosi e riabilitazione psicologica

 

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