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Il Meglio della Psicomotricità Funzionale: dal Congresso “Professione Psicomotricista Funzionale”

Il Prof. Dott. Guido Pesci presenta i punti salienti dei contributi emersi durante il Congresso online: “Professione Psicomotricista Funzionale” del 2 ottobre 2021.

 

La scienza di Le Boulch nelle Lezioni Magistrali

 

Il Congresso “Professione Psicomotricista Funzionale” che si è svolto il 2 ottobre 2021 in diretta da Palazzo Giraldi, sede formativa ISFAR a Firenze, ha permesso ai numerosi partecipanti di  avere una idea precisa di come lavora e di quanto è efficace lo Psicomotricista Funzionale. Per raccontare l’evento congressuale e soprattutto per illustrarne i contenuti abbiamo pensato di estrapolare dalle relazioni una sorta di “il meglio di…” 
Vediamolo insieme:

“Non posso esimermi dal ricordare – dice la Presidente ASPIF Prof.ssa Bulli nella sua Lettura Magistrale –  la genialità e la “modernità” del pensiero scientifico del prof.  Jean Le Boulch, quanto egli  sia stato capace di sintetizzare nei suoi  Quadri il processo evolutivo umano. Il Quadro Biologico, il Quadro Neurologico e il Quadro Funzionale. Spiegare il processo di sviluppo della persona, quindi, sia  dal punto di vista biologico, ovvero il potenziale  che l’individuo mette a disposizione e che sviluppa in relazione alla maturazione  delle strutture organiche …   sia la visione neurologica dell’evoluzione umana, nel senso di capire e comprendere la relazione esistente fra le varie strutture organiche e la loro organizzazione gerarchica … infine il Quadro Funzionale che  spiega   in linea con il  principio sistemico,   come  l’organismo sia considerato  un sistema in interrelazione con gli altri sistemi e come la modificazione di uno di essi  provochi una variazione dell’insieme…”
“La Psicomotricità Funzionale® – prosegue la Prof.ssa Paola Ricci parlando di ecosistema e umanità nell’altra mirabile Lettura Magistrale –  è scienza che studia l’uomo nella sua totalità; ma è anche filosofia perché offre una visione della vita e della natura dell’essere. In quanto scienza è di ordine sperimentale, quindi è evidentemente pratica; in quanto filosofia è teoria. Per cui essa consiste di teoria e prassi…”
Ed è una teoria e una prassi che si rivolge con interventi individuali e di gruppo a favore della persona di ogni età, sia essa bambino, adolescente, adulto o anziano, quando si verificano atipie nello sviluppo o quando essa presenta uno sviluppo tipico.

 

Lo Psicomotricista Funzionale® con il bambino e l’adolescente

 

Proprio sul bambino e l’adolescente abbiamo potuto ascoltare dal dott. Lapo Zoccolini che “lo Psicomotricista Funzionale quindi deve saper individuare nel bambino i dati percettivi ricevuti dal corpo proprio (propriocettivi) e i dati provenienti dall’esterno (esterocettivi), le sue capacità ad organizzarsi e adattarsi nella ricezione degli stimoli esplicate nella funzione di aggiustamento, e ogni caratteristica delle abilità motorie, specie in funzione all’età del soggetto…La pratica psicomotorio funzionale si avvale di esperienze e di attività capaci di dare risposte a ciascun aspetto preso in considerazione nell’Analisi Funzionale, per cui saranno tenuti presenti impegni pratici per sviluppare la funzione di veglia o energetico-affettiva, strettamente correlata alle variazioni del tono muscolare, testimoniata dal comportamento affettivo, emozionale e relazionale, le funzioni operative di cui la funzione di aggiustamento che ci orienta sulle abilità raggiunte nel comportamento globale e nelle esperienze in cui saranno chiamati  in causa il tono di fondo, il tono d’azione, l’equilibrio, la coordinazione oculo-manuale, la coordinazione oculo-segmentaria, la dissociazione dei movimenti, la coordinazione dinamica-generale, la coordinazione fine della mano e delle dita e la dominanza laterale ed infine la funzione di percezione propriocettiva ed esterocettiva, quindi esperienze rivolte a sviluppare la percezione del corpo proprio e  dei dati esterni…”
Subito dopo siamo entrati in medias res con la presentazione di un intervento condotto dalla Dott.ssa Serena Suman con Marc, un bambino autistico di 3 anni e mezzo. A questa splendida testimonianza ha fatto eco la storia di Lara, “una bambina di quattro anni con sindrome plurimalformativa da delezione del cromosoma 1, caratterizzata da cardiopatia, malformazioni scheletriche, plagiocefalia, esiti di emorragia cerebrale, ipovisione, ipertensione arteriosa, microftalmia bilaterale e coloboma corioretinico e irideo, nistagmo, ritardo globale dello sviluppo, epilessia”: contrariamente a quanto si può pensare poco si è parlato della Patologia e molto invece della Persona, a conferma che la Psicomotricità Funzionale® non si interessa del problema, ma dell’educazione che attraverso il movimento, può favorire il miglior sviluppo possibile.
Ha chiuso la sessione dedicata al bambino e all’adolescente il racconto che la dott.ssa Serena Caroppo ha fatto rispetto ad un intervento che ha accompagnato Angela “nel suo personale percorso di sviluppo, facilitando l’acquisizione di nuove competenze motorie, cognitive ed emotivo-affettive a partire dal livello di competenza già raggiunto e non dalle sue difficoltà, ponendo grande attenzione ai suoi interessi”.

 

Lo Psicomotricista Funzionale® con l’adulto e l’anziano

 

“Il fulcro della Psicomotricità Funzionale® nell’età adulta e senile” ha esposto la Dott.ssa Sara Solinas in apertura della sessione è “la Riscoperta. Ristabilire una riconnessione emotiva, riattivare la crescita motivazionale, psicofisica e le competenze personali per generare una nuova Intenzionalità. Opportunità di crescita per ritrovare quella forma di apprendimento che deriva dalla scoperta, della realtà nuovamente filtrata attraverso i sensi e dalla propriocezione, capace di generare nuove consapevolezze da integrare agli apprendimenti pregressi, per istituire nuovi obbiettivi coerenti con la persona che generano la riscoperta di una nuova intenzionalità ad agire. Intenzionalità dunque, come espressione del proprio intimo sentire e come manifestazione della sua autenticità e del proprio progetto personale, nel qui ed ora in un nuovo adattamento all’ambiente. Riscoperta di un’evoluzione personale che ha ancora molte tappe da percorrere”.
Sostenute da questo principio sono state le esperienze raccontate dai professionisti Psicomotricisti Funzionali durante i lavori: il Progetto Persona, Corpo e Relazione – Movimenti educativi oltre la disabilità è realizzato dalla dott.ssa Francesca Cartellà e rivolto a persone adulte con disabilità psichica e motoria che sono ospiti del Centro diurno socio-educativo dell’Associazione di Volontariato onlus AGIDUEMILA di Reggio Calabria; l’intervento individuale condotto dal dott. Michele Clazzer che ha consentito a Daniele, un ragazzo di 20 anni, di  Ri-Cominciare a credere in sé stesso; Il contributo che la dott.ssa Laura Piccardi ha potuto dare grazie alla Psicomotricità Funzionale® ad alcuni utenti di una casa di cura psichiatrica.

 

Gruppi di Psicomotricità Funzionale

 

Come lavora lo Psicomotricista Funzionale con i gruppi? È a questa domanda che il susseguirsi delle relazioni ha tentato di rispondere.
La dott.ssa Giulia Terzani per prima ha illustrato un progetto di intervento che ha realizzato, un “percorso esperienziale ha visto una programmazione annuale articolata in rotazione da momenti individuali, piccoli gruppi in cui è stata sempre inserita l’alunna e con tutto il gruppo classe per rafforzare anche l’area socio-relazionale… Il progetto  – prosegue l’esposizione – ha avuto come finalità la percezione e la conoscenza di sé, stimolando l’attenzione di sé e l’altro, incrementando lo scambio e la relazione sul concetto di accettazione e rispetto della diversità, per riuscire a inserirsi nel mondo come individui capaci, possessori di abilità assolutamente personali. Gli obiettivi si sono basati sul potenziamento della consapevolezza del corpo attraverso il movimento, l’integrazione dello schema corporeo, la percezione statica e dinamica, l’acquisizione di nozioni spazio-temporali,  il controllo del gesto grafico, la coordinazione visuo-percettivo-motoria, il controllo tonico, l’aggiustamento allo spazio e al tempo, all’altro e posturale. Questo grazie alla Psicomotricità Funzionale® che permette, per mezzo di un’azione educativa, di rispettare il processo formativo e lo sviluppo del soggetto nella sua globalità”.
Grazie al Progetto “Giocando il Corpo”, condotto e relazionato dalla Natalia Maria Carmela Cogliandro, abbiamo potuto osservare le diverse esperienze proposte ai partecipanti e alcuni metodi della Psicomotricità Funzionale® come ad esempio: Language Dance®, un metodo attraverso cui il corpo si esprime in un linguaggio, in cui la musica e la danza si fondono, per offrire l’opportunità di percepire variazioni motorie e relazionali, accompagnate da armonie e melodie coinvolgenti; Coreografia corporea®, metodo che favorisce le dinamiche che coinvolgono l’espressività corporea tesa a lasciare traccia e la sperimentazione di creazioni coreografiche con diverse variabili motorie e relazionali; Dinamica cinesico gestuale®, metodo che si affida all’espressività gestuale silenziosa, mimica e posturale; Psicomusica®, il metodo che attraverso le esperienze proposte di aggiustamento libero a diverse musiche, permette l’individuazione di velocità, intensità e variazione, ma anche la capacità di produrre un suono e la meraviglia di scoprirlo nell’altro, alimentando la Funzione di Relazione e la Funzione Energetico Affettiva; Tonematica Comunicazionale® che offre la possibilità di sviluppare produzioni verbali, suoni e rumori, per cimentarsi spontaneamente in una enunciazione vasta e articolata di generi e modelli.
Infine le dott.sse Carla Patti e Francesca Marino hanno esposto l’importanza che la Psicomotricità Funzionale® ha avuto per la scuola, in particolare i protocolli d’intesa e i percorsi educativi conseguenti realizzati nel triennio 2016-2019 in vari Istituti Comprensivi siciliani. Nello specifico le attività di Psicomotricità Funzionale attuate mediante l’attivazione di Laboratori di Psicomotricità Funzionale, i momenti formativi sugli interventi di Psicomotricità Funzionale e la predisposizione ed apertura di Sportelli di ascolto.

 

Conclusioni

 

Il Congresso “Professione Psicomotricista Funzionale” ha dato prova dunque della vivacità della professione di Psicomotricista Funzionale e della qualità della Psicomotricità Funzionale®. Lo ha fatto attraverso il resoconto tra teoria e prassi operativa di interventi, progetti e azioni realizzati dai professionisti che, forti della formazione maturata all’interno della Scuola Jean le Boulch® ISFAR, hanno saputo trovare soddisfazione e risultare utili a quanti hanno richiesto il loro aiuto.

Prof. Dott. Guido Pesci 

 

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