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Discalculia: forse non tutti sanno che…

A proposito della Discalculia, il meno conosciuto dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, forse non tutti sanno che…

 

 

…è un disturbo specifico dell’apprendimento logico-matematico

La Discalculia è un disturbo specifico dell’apprendimento dalle molte manifestazioni: dalla difficoltà a indicare verbalmente termini e relazioni matematiche alla difficoltà a vivere con il proprio corpo il pensiero logico-matematico, dalla povertà di simboli e segni alle difficoltà di analisi logica e di sequenzialità spazio-temporale, dagli impacci grafo-segnici nella trascrizione dei numeri e dei simboli ai disordini ritmici, dall’incapacità ad eseguire operazioni matematiche a problemi nel recupero dei fatti aritmetici, ecc. È per questo che sarebbe opportuno parlare di disturbi dell’apprendimento logico-matematico e non solo di disturbo del calcolo o di disturbo delle abilità aritmetiche.

 

…necessita di una diagnosi e di un intervento cinico specifico

La Discalculia può essere diagnosticata solo dopo un intervento di aiuto. L’intervento clinico è infatti in grado di dare certezza della diagnosi evitando falsi positivi dovuti principalmente alla presenza di numerose difficoltà relative all’insegnamento della matematica.

 

…non è ansia o paura della Matematica (Matofobia)

La Discalculia non va confusa con l’ansia per la matematica o, come è stata altrimenti definita da Seymour Papert, con la cosiddetta “matofobia”. La matofobia è una paura sociale che nasce durante (e a causa di) l’istruzione scolastica. Secondo Papert, il pregiudizio che la matematica sia una disciplina per le persone “portate per la matematica” o per le persone “molto intelligenti” contribuisce al passaggio dall’innato amore per gli apprendimenti alla fobia degli stessi. Ci sono bambini così preoccupati per  l’esecuzione di procedure matematiche che manifestano una paura eccessiva in concomitanza delle prove, paura che può contribuire a peggiorare la performance  nei test di matematica, con conseguente abbassamento dell’autostima e del tono dell’umore. Ansia per la matematica e discalculia, possono anche convivere nella stessa persona, l’una alimentando l’altra, ma a volte la difficoltà può essere spiegata solamente dagli aspetti emotivo affettivi.

 

…non è il “disturbo della risoluzione dei problemi”

Non esiste il disturbo della risoluzione dei problemi. I problemi aritmetici sono certamente uno degli ostacoli più difficili che gli studenti devono affrontare. Avere difficoltà “solo” nella risoluzione dei problemi non è però di per sé, senza cioè “cadute” in altre componenti della logico-matematica, segnale, sintomo o evidenza di una discalculia.

 

…può essere prevenuta

La Discalculia può essere prevenuta attraverso percorsi che rendano il più possibile concreti e manipolabili gli aspetti logico-matematici e con azioni abilitative sugli elementi corporei e motori funzionali alla base della logica, dell’aritmetica, della geometria ecc.

 

…necessita di un PDP

La Discalculia necessita di un piano didattico personalizzato in cui l’uso della calcolatrice è solo uno degli elementi (e non in tutti i casi) che possono risultare utili. Troppo spesso, infatti, le azioni scolastiche di facilitazione si limitano a consentire l’utilizzo di calcolatrice, formulari e cc. E a concedere più tempo per l’esecuzione dei compiti. Tali strumenti compensativi e misure dispensative devono però essere valutate caso per caso e far parte di in progetto pedagogico più ampio e, spesso, di una “presa in carico” clinica complessa.

 

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