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BES: Responsabilità e competenze per l’inclusione di allievi con bisogni educativi speciali

Quali sono i Bisogni Educativi Speciali, quali cambiamenti sono avvenuti nella scuola e nella normativa di riferimento, quali competenze dovrebbe avere un insegnante per essere efficace nella sua azione educativa: un approfondimento a cura del Comitato Scientifico ISFAR

 

 

La Scuola non è più quella narrata nelle pagine del libro “Cuore”. E certamente neanche la Società. Al di là dei giudizi di valore, che peraltro non avrebbero un reale senso, molte cose sono cambiate. Questo è un fatto.  Gli insegnanti, e già il plurale è uno dei cambiamenti più evidenti, si trovano oggi a confrontarsi con classi variegate, articolate, complesse, sia per caratteristiche socio-culturali che per necessità educative. È anche per tali cambiamenti che la D.M. del 27/12/2012, recependo il concetto di Bisogno Educativo Speciale (BES), definito nel 1997 dall’Unesco, ha cercato di individuare strategie per l’inclusione di tutti quegli allievi che più o meno temporaneamente hanno necessità di una didattica personalizzata.

 

Quali sono i BES Bisogni Educativi Speciali

 

I BES Bisogni Educativi Speciali riguardano tutti gli alunni che con continuità o per determinati periodi richiedono una speciale attenzione educativa. In particolare si tratta di alunni con Disabilità (secondo le definizioni date dalla Legge 104/92), DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento (secondo quanto stabilito dalla Legge 170/2010) e una pluralità di altre situazioni alcune descritte nella Direttiva Ministeriale stessa (Disturbi Specifici del Linguaggio; l’ADHD; i disturbi dello spettro autistico lieve; il funzionamento intellettivo limite; i Deficit di abilità non verbali come il Disturbo della Coordinazione motoria, la Disprassia, il Disturbo Non verbale) e altre situazioni non individuabili a priori secondo categorie nosografiche che il corpo docente può scegliere di identificare. Si aggiungo a queste realtà gli alunni con svantaggio socio-economico, linguistico e culturale, area ripresa e approfondita dalla C.M. n°8 del 6 marzo 2013.

 

 

Dalle norme alla pratica educativa

 

Se le norme forniscono una cornice legale e vorrebbero affidare agli insegnanti la responsabilità della progettazione didattica individualizzata e personalizzata, non sempre questo avviene. Sicuramente in parte la sanitarizzazione conseguente alle recenti norme in materia di inclusione non rende le cose facile. Però è anche vero che spesso manca un background formativo specifico dei docenti o comunque è ancora da sviluppare.
Il vero problema, infatti, non è sapere che si può adattare la didattica, adeguare le verifiche, dare strumenti compensativi e accordare misure dispensative. Queste sono cose che un insegnante dovrebbe fare indipendentemente da qualsiasi norma. Il vero problema per l’insegnante è conoscere le strategie necessarie all’inclusione e avere abilità pedagogiche e relazionali adatte a individuare, osservare e intervenire in aiuto agli alunni con BES Bisogni Educativi Speciali.
E che succede, fin troppo frequentemente? In molti si affannano a trovare le schede più “giuste”, i PDP pre-impostati, spuntano le caselle delle azioni educative necessarie come fossero una lista della spesa. Niente di più inutile.
Quindi cosa deve saper fare l’insegnante per lavorare bene con questi alunni?

 

 

Competenze necessarie a rispondere ai BES Bisogni educativi Speciali

 

  • Saper condurre una osservazione sistematica
  • Saper stare in relazione con gli alunni in difficoltà
  • Saper cogliere e rispondere agli aspetti emotivi legati ai BES Bisogni educativi Speciali
  • Saper comunicare con le famiglie degli alunni con BES Bisogni educativi Speciali
  • Saper applicare le metodologie didattiche più adatte alla specifica esigenza dellunno
  • Saper mantenere la personalizzazione dell’apprendimento all’interno di una azione educativa rivolta all’intera classe

Tante competenze e abilità che richiedono all’insegnante una formazione specifica, una preparazione che lo faccia stare al passo con la Scuola e la Società che cambiano, mantenendo (o recuperando) la responsabilità e l’essenza di una azione pedagogica che oggi come all’epoca del libro “Cuore” è e rimane quella di trarre da ciascun  allievo il maggiore/migliore apprendimento possibile.

 

 

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