Parlare della morte ai bambini…a scuola
Questo articolo riporta i risultati di uno studio (Jackson, 2001) su come introdurre la morte e il morire nel curriculum scolastico e sviluppare un linguaggio che dia ai bambini gli strumenti per parlare della morte.
Il progetto
L’idea alla base del progetto oggetto di studio, realizzato a partire dall’anno accademico 2019-2020, è quella di incorporare il parlare della morte in ogni materia curriculare della scuola primaria, introdurre la morte come “normale” e le emozioni ad essa connesse come sempre esprimibili e quindi dare ai bambini e agli adulti un linguaggio comune all’interno del quale affrontare le questioni più problematiche causato dal lutto e dalla perdita.
Parlare della morte ai bambini…a scuola: quali risultati?
Intervistati con un questionario anonimo la maggior parte dei bambini ha espresso un atteggiamento positivo nei confronti del parlare della morte durante il corso della suola primaria ed ha espresso il desiderio di averne momenti espliciti e codificati per farlo. Ha espresso anche apprezzamento per il modello proposto dal progetto , il quale sottolinea l’importanza del parlare della morte come azione trasversale, presente in ogni materia e soprattutto realizzare in ogni occasione se ne presenti la possibilità.
I bambini inoltre hanno apprezzato anche il materiale che hanno potuto portare a casa perché hanno dichiarato come sia servito nella maggior parte dei casi facilitare la discussione con i propri genitori.
Conclusioni
I bambini non sono così preoccupati di parlare della morte come potrebbero credere gli adulti. I riscontri ampiamente positivi dati dai bambini ci dicono che parlare della morte non è solo qualcosa di cui i bambini hanno bisogno, ma anche qualcosa di cui sentono il desiderio. Portare la morte come un argomento di cui parlare nella vita quotidiana, grazia anche a questi studi, sembra una via percorribile e portatrice di effetti ampiamente positivi. Quindi come si parla della morte ai bambini? Scoprilo con il nostro corso online “Parlare della morte ai bambini”
