Il Pedagogista Clinico® nel contesto scuola: Progetto post Covid
Questo articolo è una sintesi di quello, scritto a quattro mani dalle Dott.sse Giulia Fantoni e Chiara Sciarri, apparso sul numero 48 della rivista Pedagogia Clinica-Pedagogista Clinico® (gennaio-giugno 2023)
Lo sportello di ascolto Pedagogico Clinico, attivo da tempo all’interno di una scuola primaria del nostro territorio e la fiducia instaurata con il personale scolastico ha permesso di elaborare e realizzare nel periodo post pandemico, un progetto specifico indirizzato all’osservazione dell’intero gruppo classe, all’ascolto delle necessità, bisogni di alunni e insegnanti.
La richiesta di attivare un sostegno espressa dal gruppo docenti, derivava oltre che dalle difficoltà relazionali, educative e didattiche delle classi, da situazioni singole complesse che i docenti non riuscivano più a sostenere.
Già dai primi incontri con gli insegnanti appariva un clima di tensione e di sconforto dato dall’esaurimento delle risorse di ognuno di loro. Era evidente la necessità di un intervento esterno che potesse fornire nuovi strumenti e nuove strategie.

Il PROGETTO
La pandemia e la mancanza di frequenza scolastica hanno reso più difficile, per alcuni bambini, acquisire i prerequisiti necessari per l’ingresso alla primaria e le adeguate modalità di relazione e interazione tra pari. La riduzione dei contatti sociali, degli affetti più cari ha avuto un impatto importante sui bambini che non si ferma solo al valore dell’amicizia, ma anche a quei rapporti che permettono al bambino di sviluppare collaborazione, empatia, fiducia negli altri, tutti passi importanti verso lo sviluppo della propria personalità, passi che in questo preciso momento storico sono stati interrotti da una pandemia mondiale. Dopo due anni dall’evento pandemico, erano molti i bambini che stavano affrontando difficoltà emotive, relazionali e sociali.
Solitudine, emarginazione e paura ci insegnano quanto sia serio e rilevante il bisogno di socializzazione; processo fondamentale attraverso il quale il bambino apprende norme, valori, linguaggi, credenze e altri modelli di pensiero della società in cui vive. Il “perido covid” ha stravolto le nostre relazioni, dunque rimettere al centro la serenità e il benessere dei bambini, era il principale obiettivo del progetto, osservando, valutando e ripensando la responsabilità educativa alla luce dei cambiamenti apportati dalla pandemia.
L’osservazione
L’intervento è stato rivolto ai bambini delle classi prime e seconde della scuola primaria. Il progetto ha preso forma con un’iniziale osservazione dei bambini delle prime classi, dove emergeva dal gruppo docenti un’imminente bisogno di supporto. Grazie all’instaurarsi di fiducia e collaborazione reciproca è stato possibile modulare interventi mirati alle esigenze del gruppo classe, osservare insieme alle docenti le necessità sulle quali intervenire e gli aspetti positivi sui quali far leva.
L’osservazione è stata utilizzata come metodo di indagine per raccogliere le informazioni necessarie in modo completo e globale.
Questo ci ha permesso di conoscere ed acquisire una maggiore consapevolezza dei comportamenti, atteggiamenti e dinamiche all’interno della classe.
L’osservazione delle capacità relazionali e le modalità comunicative tra il gruppo classe e i docenti è stata attuata in un’ottica di crescita e di confronto per poter così rispondere in modo efficace ed esaustivo alle dinamiche complesse che possono verificarsi all’interno di una classe.
Le ore sono quindi state divise in più mattine in modo da riuscire a cogliere tutti gli aspetti che caratterizzavano la didattica quotidiana a partire dall’arrivo ed accoglienza degli alunni, alla ricreazione come importante fotografia sulla socializzazione, fino all’uscita da scuola.
Attraverso l’osservazione era pertanto emerso quanto le difficoltà di apprendimento, situazioni personali, familiari ed individuali di ogni singolo alunno, stavano modificando l’equilibrio del gruppo. In alcuni bambini emergevano difficoltà nel rispetto delle regole, dell’organizzazione didattica e di tempi di lavoro richiesti nonché nella mancanza dei prerequisiti fondamentali per un efficace apprendimento.
La complessità quindi di ogni classe rendeva difficile il lavoro dell’insegnante nel rispondere in modo obiettivo ed esaustivo ai bisogni di ciascun bambino.
Il confronto e il contributo dei metodi
Le finalità di supporto e di confronto con le insegnanti, sono state messe in atto durante le ore di osservazione stabilite, così come la restituzione che è stata attuata sia in itinere che al termine del progetto stesso.
La restituzione ci ha richiesto un tempo di lavoro e di preparazione prima, in modo tale che potesse essere svolta attivamente con modalità partecipativa e non frontale. Abbiamo analizzato i punti critici sui quali poter attuare nuove modalità educativo-didattiche. Siamo partite con il riflettere insieme ai docenti su ciò che eventi e situazioni vissute dall’inizio dell’anno scolastico avevano inciso negativamente sull’autostima verso se stesse e il loro ruolo, utilizzando il metodo Reflecting® anche per considerare una diversa modalità di coinvolgimento e interazione con i bambini. Questo ha permesso di mettere le docenti nella condizione di attuare nuove strategie per richiamare attenzione, suscitare curiosità ed interesse.
Abbiamo inoltre esteso con le docenti le esperienze legate alla timbrica con l’educazione all’ascolto, presa in prestito dal metodo Writing Codex®.
Importante attenzione è stata data anche al corretto utilizzo degli strumenti e degli spazi di lavoro.
Questo momento di condivisione ha fatto emergere i reali bisogni convenendo a stabilire un modus operandi mirato a fare si che tali dinamiche rientrassero in un inter scolastico ed educativo-formativo più idoneo ad un clima favorevole all’apprendimento e alle buone relazioni sociali.
Importante oggetto di riflessione riguardava la modalità comunicativo corporeo e mimico gestuale di una parte del corpo docente dove la rassegnazione data dalla difficoltà di gestione aveva dato vita ad una comunicazione lineare e frontale, poco dinamica, dove anche il tono della voce mancava di ritmo e coinvolgimento. Abbiamo aiutato le docenti a ritrovare la capacità di instaurare rapporti soddisfacenti con sé stessi e con gli altri attraverso l’utilizzo del metodo Edumovement®.
Conclusioni
Il progetto ha avuto riscontro positivo nell’affermazione del ruolo professionale del Pedagogista Clinico® rispondendo in maniera adeguata ai bisogni dei docenti e delle famiglie rendendo concreta la presenza della nostra figura all’interno dei contesti scolastici. Contribuisci a promuovere il ruolo del Pedagogista Clinico® partecipando al nostro corso di aggiornamento: Lo sportello pedagogico clinico come spazio di riflessione. Iscriviti!


