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Connection box: una tecnica per aiutare i bambini ad elaborare il lutto

Affrontare la perdita di una persona cara è un’esperienza dolorosa per tutti, ma può risultare particolarmente difficile per i bambini. La loro comprensione della morte, le capacità cognitive in sviluppo e la loro abilità ancora da consolidare nel riconoscimento, espressione e gestione delle emozioni intense richiedono un approccio sensibile e scientificamente fondato. In questo articolo a cura del Dott.re Simone Pesci, esploreremo una tecnica efficace per favorire l’elaborazione del lutto nei bambini, offrendo ai professionisti uno strumento prezioso per aiutare i bambini a navigare attraverso questo difficile processo.

 

Comprendere il lutto nei bambini

Prima di esaminare la tecnica specifica, è importante comprendere come i bambini affrontano e vivono il lutto. I professionisti devono essere ben formati sulle diverse manifestazioni de l lutto e sulle specificità del lutto nelle diverse età della vita. È fondamentale che il lavoro sul lutto venga fatto non solo con sensibilità e umanità, ma anche con la competenza teorico-pratica necessaria a saper come favorire l’elaborazione della perdita.

 

La tecnica “Connection box” per l’elaborazione del lutto

La tecnica “Connection box” sulla quale ci concentriamo oggi è una variazione della tecnica conosciuta come “La scatola dei ricordi”. Questa variante può essere introdotta per bambini di età scolare (dagli 8 anni in su) che hanno già chiaro quanto una persona deceduta non possa tornare in vita. Questa tecnica coinvolge la creazione di una scatola speciale in cui il bambino può raccogliere oggetti, immagini o ricordi che lo aiutano a connettersi con la persona cara che ha perso. Si tratta in sintesi di avere in una stessa scatola 1) qualcosa che ricordi la persona che non c’è più e la relazione che il bambino aveva con lui/lei, 2) qualcosa che aiuti a mettersi in contatto con la persona deceduta e 3) qualcosa che consenta di ricevere un messaggio da questa.

 

Come utilizzare la “Connection box”

La Connection box dovrebbe essere introdotta all’interno di un percorso specialistico quando si è sicuri di poter garantire uno spazio sicuro e speciale in cui il bambino possa vivere bene l’esperienza.

Per prima cosa si chiede al bambino di raccogliere un oggetto significativo (una fotografie, un biglietti o un piccoli oggetto) che possa ricordargli la persona defunta. Insieme al bambino si può stare sul significato e le emozioni connesse all’oggetto stesso.

Successivamente si chiede al bambino di mettere nella scatola un oggetto che possa aiutarlo a inviare un messaggio al defunto. Può essere una cartolina in bianco, un foglio di carta, un fischietto o qualunque cosa il bambino possa usare per essere un mezzo di comunicazione con l’altro. se è una cartolina o un foglio, è importante non scrivere niente, bensì usarlo per pensare o dire quello che si vorrebbe scrivere. Anche in questo caso insieme al bambino si può stare sul significato e le emozioni connesse all’oggetto stesso.

Infine si chiede al bambino di mettere nella scatola un oggetto che possa aiutarlo a ricevere un messaggio al defunto. Può essere un oggetto qualsiasi che simbolicamente serve per ricevere il messaggio. Anche in questo caso insieme al bambino si può stare sul significato e le emozioni connesse all’oggetto stesso.

 

Specificità e controindicazioni della tecnica

La Connection box può essere utilizzata molte volte nel corso del percorso di aiuto e con finalità di volta in volta diverse. Può essere anche usata in autonomia dal bambino a casa propria quando ha necessità di creare una connessione con il defunto. La connection box a differenza della memory box classica non sollecita soltanto il ricordo, ma pone l’attenzione sul dialogo con la persona defunta al fine di corroborare la creazione di un  legame continuo. È importante per questo essere sicuri che il bambino sia in grado di accedere all’esperienza sapendo che il legame continuo che si viene a creare deve essere qualcosa di diverso dal legame precedente e soprattutto che la persona che non c’è più vive dentro di noi e non da qualche parte nell’universo.

 

Coinvolgere la famiglia

L’elaborazione del lutto nei bambini richiede un approccio che coinvolga anche la famiglia. I professionisti possono offrire sostegno ai genitori e agli altri membri della famiglia, aiutandoli a comprendere i processi emotivi del bambino e fornendo loro strumenti per affrontare il lutto insieme. Lavorare sul lutto infantile senza coinvolgere la famiglia è solo una parte del lavoro.

 

Conclusione

Aiutare i bambini ad elaborare il lutto richiede un approccio specifico per le loro esigenze. La tecnica “Connection box”  offre un modo per i bambini di conservare i ricordi, di condividere le loro emozioni e di dialogare con il defunto.  I professionisti possono combinare questa tecnica con altre strategie di supporto per creare un ambiente utile all’elaborazione del lutto in cui i bambini possano esprimere il loro dolore in modo positivo e progressivo.

Dott.re Simone Pesci
Psicologo, Psicoterapeuta, specializzato in Psicoterapia costruttivista-intersoggettiva

Se vuoi apprendere nuovi metodi sull’argomento del lutto da un punto di vista professionale, iscriviti a Parlare della morte ai bambini o a Psicologia del lutto e della sua elaborazione

 

 

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