Articoli, Formazione, Metodi e Strumenti

Metodo di studio e Dislessia

 

Studiare non è un’operazione scontata: necessita di impegno, attenzione, volontà e…metodo! Ma quale è il metodo di studio migliore? E cosa accade quando il metodo incontra la Dislessia? Alcune considerazioni sulle fasi dello studio, con e senza Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

 

Il metodo di studio

 

Un buon metodo di studio è indispensabile per tutti gli studenti. Per quelli che hanno difficoltà di lettura un metodo di studio che tenga conto della scarsa efficienza di decodifica dovrebbe essere considerato uno strumento compensativo, forse il più importante. Rispetto ai cosiddetti normolettori uno studente con dislessia può infatti risultare ostacolato dall’applicazione di un metodo basato sulla sequenza lettura-rilettura-riassunto/schema-rilettura. Ci vuole qualcosa di più specifico. In questo articolo faremo alcune considerazioni sulle varie fasi del metodo di studio per gli studenti con e senza problemi di lettura:
• in classe
• a casa
• metodo di studio e dislessia

 

 

In classe

 

Un buon metodo di studio – questo vale per tutti – comincia a scuola. Stare attenti alla lezione è la base di ogni successo. Indipendentemente dallo stile e dalla qualità dell’insegnamento, un alunno ha il compito di ascoltare attivamente la spiegazione. “Attivamente” vuol dire:
• chiedere spiegazioni quando necessario
• chiarire dubbi
• comprendere quali sono gli aspetti più importanti da sapere
• individuare le parti importanti dei materiali e i riferimenti della lezione per lo studio extrascolastico
• prendere appunti adeguati alle proprie abilità ecc.

 

 

A casa

 

Dopo aver cercato di capire la lezione o il testo è necessario svolgere una serie di attività atte a favorire il recupero delle informazioni a distanza di tempo. Capire e ricordare infatti sono due processi parzialmente indipendenti e non è sufficiente aver capito qualcosa per ricordarla bene al momento giusto.
Se a scuola si è fatto quanto previsto dal metodo di studio, così come lo abbiamo esposto precedentemente, nello stesso giorno della spiegazione sarebbe bene consultare il materiale di riferimento (appunti, testo ecc.) per verificare di aver capito quanto è stato spiegato in classe. Occorre farlo lo stesso giorno perché più passa il tempo meno il ricordo è preciso. La cosa migliore da fare dunque è un ripasso di quanto raccolto in classe. Molto utile potrebbe risultare l’adozione di domande di autoverifica o lo svolgimento di brevi esercizi adeguati allo scopo.
Utilizzare domande di autoverifica e, più in generale, verificare più volte possibile quanto appreso durante lo studio è il mezzo migliore per consolidare le conoscenze. Prima della lezione successiva quindi è bene essere sufficientemente certi di aver assimilato i contenuti della precedente.
Leggere per studiare per uno studente con dislessia risulta inadeguato: aumenta i tempi di studio, affatica e compromette la comprensione e la memorizzazione. Comunque per tutti gli studenti la sola lettura ripetuta, quella cioè non attiva né selettiva, non è sufficiente a rendere efficace ed efficiente lo studio.
Se tutto quello che abbiamo precedentemente esposto avviene correttamente,  il recupero delle informazioni in vista di una verifica degli apprendimenti (compito in classe o interrogazione che sia) non dovrebbe costituire un problema. Comunque, per rifinire la preparazione si può:
• rievocare i contenuti grazie ai promemoria fatti precedentemente
• ripetere avvalendosi di mappe e schemi
• rispondere nuovamente a domande di autovalutazione
• leggere solo le parti sottolineate del testo o gli indici testuali

 

 

Metodo di studio e dislessia

 

Quanto sopra esposto vale per tutti gli studenti e certamente per gli studenti con dislessia è indispensabile. La dislessia infatti porta generalmente gli studenti a leggere solo una volta, ad utilizzare quasi esclusivamente della via fonologica e a ignorare le incongruenze senza ricorrere alle verifiche attraverso la rilettura. Per questo è importante che uno studente con dislessia metta in atto delle strategie specifiche, quali ad esempio:
• farsi delle domande nel corso della lettura
• saper fare schemi o disegni come supporti visivi
• saper fare schemi del contenuto del testo utilizzando immagini mentali
• usare schemi e tabelle di supporto allo studio
• saper controllare il tempo
• sapersi organizzare
• ecc.

 

Senza un metodo di studio appropriato qualsiasi altro strumento compensativo non sarà sufficiente a consentire quindi la possibilità di apprendere. Tuttavia, uno studente con dislessia deve essere aiutato a migliorare anche le abilità trasversali degli apprendimenti e quelle specifiche dell’approccio alla lettura: il ritmo e la spazio-temporalità, l’uso del corpo e l’inseguimento visivo, la discriminazione e il riconoscimento sonoro e uditivo, l’aggiustamento posturale ecc. sono alla base per il recupero delle difficoltà di lettura e per una didattica veramente inclusiva ed efficace.

 

Sei un docente, un educatore, un Pedagogista, un Pedagogista Clinico e pensi ci sia uno spazio educativo d’intervento per tutti, nonostante le difficoltà di lettura? Segui la formazione “Dislessia: didattica ed interventi educativi”. Il Dott. Carlo Matteo Callegaro, Mediatore Familiare e Pedagogista Clinico®, guida un corso unico nel suo genere perché risponde al bisogno dei bambini e ragazzi con Dislessia di disporre di un adulto competente in grado di mediare tra loro e il linguaggio scritto. Maggiori info qui: https://bit.ly/2scjNAZ  

Torna alla lista

Articoli correlati