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Essere genitori oggi

Sul tema della genitorialità e della promozione di interventi che favoriscono la consapevolezza dei ruoli genitoriali. Presentiamo un estratto dell’articolo “Essere genitori oggi: Orientamenti della figura paterna”, apparso sulla rivista Pedagogia Clinica n. 37 – luglio-dicembre 2017, scritto dal dott. Paolo Zani, Pedagogista Clinico®.  L’articolo in particolare affronta: il problema della figura paterna, il rapporto padri e figli e i benefici di un padre presente.

 

 

Il “problema” della figura paterna

 

Il cambiamento della figura paterna è in parte attribuibile ad una dinamica duale coniugale o di convivenza molto diversa rispetto alle generazioni precedenti. Ma qual è oggi il ruolo del padre nella società contemporanea? Quale è il suo ruolo in famiglia? Quali potrebbero essere gli orientamenti utili ad una maggiore espressione dello stile paterno?
Nel lavoro sul campo si entra sempre più in relazione con papà che faticano “a portare i pantaloni” e che creano una serie di squilibri pedagogici all’interno del nucleo familiare. La figura del padre è, spesso, praticamente inesistente ed è privato del suo ruolo di capofamiglia. È proprio così? Chi lo avrà mai sostituito? Per quale motivo? Cosa implica nella relazione educativa e di coppia? Ci possono essere delle conseguenze? Sono delle domande alle quali dobbiamo rispondere, per il bene di quell’ambiente familiare che tanto difendiamo dalle diverse interferenze socio-ambientali.
Nelle relazioni d’aiuto individuali o di coppia, nei lavori di gruppo, nei corsi di preparazione al parto ed al post mi rendo sempre più conto che il padre sta subendo una evoluzione senza precedenti. Sono presenti forti caratterizzazioni di ruolo che prima si consideravano esclusivamente femminili, ma che ora risultano una necessità derivante da una evoluzione della dinamica tra i partner e della famiglia, che supera l’etichetta negativa del “mammo” o l’eccessiva sovrapposizione con la figura materna.

 

 

Padri e figli

 

I padri italiani risultano agli ultimi posti, tra gli europei, per quantità di tempo dedicato giornalmente ai figli, soprattutto se prendiamo in considerazione i paesi del Nord UE.
Pur volendo, i papà devono fare i conti con il lavoro che sottrae tempo ed attenzioni. All’inizio, soprattutto durante la preparazione al parto, sembra che i padri abbiano una profonda intenzionalità di presenza: infatti si evidenzia spesso una grande partecipazione che man mano che i giorni passano inizia a diminuire per la dichiarata difficoltà a conciliare il lavoro con il ruolo genitoriale.
Ci dobbiamo chiedere se… è solo una questione di mancanza di tempo causato dal lavoro? Non penso che ci sia solo una questione di lavoro. Parecchi fanciulli e preadolescenti dichiarano, infatti, in certi casi di preferire di gran lunga i nonni come modello di riferimento. Le caratteristiche dei padri più criticate sono il vedere la figura di riferimento:

  • come eterno adolescente
  • come persona che persegue in modo eccessivo la forma finisca del figlio
  • come persona che ha un’intenzione eccessiva a portare il figlio al successo
  • come un individuo “maniaco” della tecnologia
  • come un esperto che insegna al figlio le tecniche di seduzione…

Eppure i figli chiedono ai papà solamente di esserci, ma di esserci pienamente e di giocarsi con le proprie debolezze, fatiche, talenti e risorse in una prospettiva di continua crescita e miglioramento del proprio Sé adulto, eliminando quei comportamenti personali soggettivamente e socialmente legati alle proprie aspettative e carenze vissute in forma pregressa.

 

 

Benefici di un padre presente

 

Il risultato dell’avere un padre presente ed attivo è decisamente incoraggiante, proprio perché i figli realizzano meglio e con minor  dispendio di energie ogni cosa mostrando di essere più maturi, di avere maggiori competenze globali, una maggiore concentrazione e resistenza all’attenzione, un maggiore desiderio d’imparare ed un maggiore senso dell’umorismo.
Essere un padre altruista e coinvolgente sicuramente aiuta il proprio bambino a percepire meglio se stesso e se stesso immerso nel mondo.
I padri disponibili alle esigenze dei loro figli possono favorire in loro maggiori convinzioni nella propria autostima ed una autoconsapevolezza le quali fanno aumentare le strategie di coping verso eventi stressogeni negativi.

In sintesi, un padre adeguato è colui che riesce a stare vicino fisicamente ed emotivamente al figlio con semplicità…

…prendendosi cura del figlio fin dal progetto di coppia
…restando in sintonia con i bisogni quotidiani del figlio
…affiancando il bambino nel processo di apprendimento emotivo
…costruendo un equilibrio tra l’impegno lavorativo e domestico;
… rimanendo coinvolti nella vita del figlio al di là della condizione matrimoniale
… svolgendo con fermezza il proprio stile in un’ottica di assunzione di responsabilità delle decisioni genitoriali.

La strada per definire orientamenti genitoriali solidi è ancora lunga, ma possibile se ben supportati e sostenuti in questa evoluzione fondamentale di un prezioso, unico e peculiare ruolo.

 

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