Articoli, Formazione, Metodi e Strumenti

Discalculia: profili, sottotipi, errori e interventi scolastici

Probabilmente il meno conosciuto dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, la Discalculia comprende diversi tipi di difficoltà. Nell’articolo cerchiamo di fare chiarezza sul disturbo individuando tipologie, errori e interventi

 

Discalculia: profili e sottotipi

 

Nella discalculia evolutiva si possono distinguono due profili principali:
Il primo è caratterizzato dalla presenza di Deficit nelle componenti di cognizione numerica. Si tratta di difficoltà a carico del subitizing, dei meccanismi di quantificazione, seriazione, comparazione, deficit nelle strategie di composizione e scomposizione di quantità e nelle strategie di calcolo a mente.
L’altro profilo è caratterizzato dalla presenza di Deficit relativi alle procedure esecutive e al calcolo. Si tratta di difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri, nell’incolonnamento, nel recupero dei fatti numerici e degli algoritmi del calcolo scritto.

Nella comunità scientifica c’è un accordo nel riconoscere come distinti quattro sottotipi di discalculia:

  1. Deficit a carico del senso del numero o della rappresentazione della quantità
  2. Deficit a carico della formazione e del recupero di fatti numerici e aritmetici
  3. Deficit a carico delle procedure di calcolo
  4. Disturbo misto

Al di là delle classificazioni e delle sotto classificazioni, sia per la clinica che per la didattica, è necessario saper osservare le tipologie di errore.

 

 

Tipi di errore

 

Errori nei sistemi di comprensione e di produzione:

  • Errori a base lessicale (leggo, scrivo o dico ad alta voce “due” invece di “cinque”
  • Errori a base sintattica (Errori dovuti al mancato riconoscimento del valore posizionale: “settecentosessantanove” = 7100609)

Errori nel sistema del calcolo

  • Errori nel recupero di fatti aritmetici (4 + 4 = 12 oppure 3×2=5)
  • Errori nel mantenimento e nel recupero di procedure (1+5 si parte da 1 per aggiungere 7 invece di porre l’addendo più grande come punto di partenza: Questi errori si riferiscono all’utilizzo di Procedure e strategie primitive che non consentono un calcolo veloce)
  • Errori nell’applicazione delle procedure (Esempio:94 – 77 = 20 perché 4-7=0 e 9-7=2)
  • Errori visuo-spaziali (Riguardano gli aspetti percettivi (es. + letto come x) e i diversi livelli di organizzazione dei dati implicati soprattutto nella scrittura di un’operazione (es. “21” letto “dodici”, errato incolonnamento, difficoltà nel seguire la direzione procedurale).

 

 

Cosa fare a scuola

 

Le metodologie didattiche da attuare dipendono da molti fattori, alcuni propri del bambino e altri del contesto classe. La tipologia e la gravità del disturbo, la compresenza di altre patologie, il profilo psicologico individuale e familiare, la motivazione, le risorse linguistiche e intellettive ecc. formano un mosaico molto articolato che suggerisce l’adozione di alcune azioni anziché altre. Pur non essendoci dunque ricette valide per tutti, alcuni indicazioni base possono essere suggerite.
Per prima cosa occorre partire dall’insegnante, il quale deve essere consapevole del proprio stile didattico e deve sapersi modulare rispetto agli alunni che hanno bisogni educativi diversi.
Oltre a ciò è bene che in classe ci sia un clima favorevole, non solo rispetto all’inclusione delle differenze, ma soprattutto come dinamica di gruppo a supporto della motivazione ad apprendere.
Infine occorre che l’alunno in difficoltà (e la sua famiglia) sia responsabilizzato rispetto ai suoi stessi obiettivi di apprendimento. L’alunno non può essere soggetto passivo, beneficiario di un diritto acquisito per legge. Deve porsi nella condizione di darsi obiettivi, perseguirli e realizzarli, creando lui stesso il percorso più adatto alle sue prerogative.

Da un punto di vista tecnico, infine, diamo 4 elementi essenziali per favorire l’apprendimento in soggetti con discalculia:

  1. Evitare di far ripetere gli esercizi in cui è stato fatto un errore (impedire cioè l’automatizzazione dell’errore)
  2. Evitare il sovraccarico cognitivo (permettere cioè di utilizzare degli strumenti compensativi come la tavola pitagorica, la calcolatrice ecc.)
  3. Proporre esperienze concrete e/o rappresentate visivamente
  4. Non insistere (troppo e male) sulla memorizzazione delle tabelline

 

 

Se ti interessa sviluppare le capacità osservative e pianificare interventi di aiuto rivolte a persone con discalculia segui la formazione Discalculia: didattica e interventi educativi: dopo Milano e Catania corso in arrivo a Reggio Calabria! 

Torna alla lista

Articoli correlati