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A proposito dei DSA: un bambino e la sua Disortografia

Abbiamo provato a immaginare un dialogo tra un bimbo con Disortografia e il disturbo stesso. Dietro le paure, le sensazioni e il coraggio di un bambino come tanti, troviamo la necessità di competenze e professionalità specialistiche che affrontino in modo adeguato il disturbo specifico dell’apprendimento

-Cosa è e da dove deriva? – Come si sente chi ha la Disortografia? – La Scuola e le famiglie sono pronte a comprendere e affrontare il disturbo in modo corretto e complesso?

 

 

Bambino:  Io non riesco a mettere le doppie al posto giusto, l’h non so a che cosa serva e certe parole mi rimangono a metà. Sono molto deluso di me stesso.

Disortografia: Non devi abbatterti. È a causa mia che fai questi errori.

Bambino:  Chi sei tu, di preciso?

Disortografia: Sono la Disortografia, un disturbo specifico dell’apprendimento per il quel i bambini come te fanno errori ortografici ripetuti e sistematici.

Bambino:  Sei una malattia contagiosa?

Disortografia: Non sono una malattia, tantomeno contagiosa. Sono un disturbo, un problema. Mi piace rompere le scatole.

Bambino:  Da dove vieni?

Disortografia: Un po’ da qua e un po’ da là. Non vengo da un posto in particolare. Sono una giramondo in effetti. Sono nata nella tua testa con te, tuttavia vengo dal modo con cui tu ti sei confrontato con il tuo mondo. E dalla scuola.

Bambino:  Dalla scuola?

Disortografia: Certo. Dalla scuola dell’infanzia alla tua attuale scuola. Da tutte le tue scuole. Ma, l’ho detto, anche dalle esperienze di confronto con il tuo mondo e dal tuo cervello.

Bambino:  Figo! Però mi fai dannare. Non te ne potresti andare?

Disortografia: Posso farmi un po’ più in là. Dipende da te.

BambinoChe cosa dovrei fare? Faccio già ripetizioni.

Disortografia: Ripetere significa fare gli stessi sbagli, se non sai cambia qualcosa in profondità. Ci vuole qualcuno che ti aiuti ad acquisire abilità. Come sei messo per esempio a ritmo?

Bambino:  Male.

Disortografia: E ad equilibrio? Riesci a stare su un piede solo?

Bambino:  Se mi appoggio.

Disortografia: Non Vale. E con la destra e la sinistra?

Bambino:  Non ci capisco niente.

Disortografia: Vedi: queste sono solo alcune delle cose su cui devi lavorare.

Bambino:  A ripetizioni non le faccio.

Disortografia: Certo. Non è il compito della tua insegnante di ripetizioni. Sei proprio sicuro di volermi mandare via?

Bambino:  Non so. Da quando mi hanno detto che c’è qualcosa, e ora ho capito che ci sei tu, danno meno compiti e anche se faccio errori non importa.

Disortografia: Grazie a me? Ne sono lusingata. In realtà credo che dovrebbero aiutarti in modo più complesso. E comunque darti solo l’aiuto di cui hai un reale bisogno.

Bambino:  Se posso non averti intorno starei meglio.

Disortografia: Te l’ho detto, dipende da te. Chiedi un aiuto vero e mi metterò in un angolo.

Bambino:  D’accordo. Farò così. Ora, spostati che chiedo a mamma e babbo.

Disortografia: Sarà dura, sai?!

Bambino:  Lo credo. Sei proprio una scocciatura. Ma ce la farò.

 

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